Allenamento

L'antropologo Michael Crawley ha passato quasi 2 anni in Etiopia svelando la settimana di allenamento del coach dei grandi top runners

Foto di Getu Degefu Adugna da Pixabay



Era il 2015 quando Michael Crawley, antropologo e runner amatoriale, decise di trasferirsi per 15 mesi in Etiopia per scoprire da vicino i segreti e lo stile di vita di alcuni tra i più forti corridori del mondo.


Al termine di questa esperienza, poi rinnovata nel 2019 con un dottorato di ricerca all’Università di Edimburgo, Crawley ha deciso di scrivere "Correndo nell'aria sottile", un libro dove si scopriranno gli incredibili allenamenti svolti dai runners africani tra sveglie alle 3 di notte, rigide sessioni svolte in gruppo e credenze popolari sul trasferimento di energia.


Nel racconto Crawley descriverà numerosi aneddoti come il motivo per cui durante le corse si è soliti sentire numerosi schiocchi di dita da parte degli atleti: "ogni volta che il primo atleta che guida il gruppo di allenamento vede una roccia o una grossa radice sul terreno schiocca le dita dietro la schiena per avvisare l'atleta alle sue spalle, che a sua volta fa lo stesso con l'atleta che segue, e così via fino a quello che mi precede. Questa successione di schiocchi è l'unica comunicazione all'interno del gruppo".


Nelle quasi 300 pagine, dove si scoprirà stile di vita, alimentazione ed abitudini di allenamento dei runners etiopi, Crawley svela anche lo schema settimanale delle sedute dei top runners rivelato da uno dei più vincenti allenatori della storia, ovvero "Coach" Sentayehu Eshetu. Il noto tecnico di Bekoji che ha visto nascere nei suoi percorsi atleti del calibro di Derartu Tulu, le sorelle Dibaba ed il giovane Kenenisa Bekele, questa la settimana tipo dei grandi atleti etiopi:



LO SCHEMA DI ALLENAMENTO DEGLI ATLETI ETIOPI


  • Lunedì: lento e graduale riscaldamento di 30/40' - Sessione di saliscendi continuo di 40' su un pendio lungo 400m - Stretching di 20'


  • Martedì: giornata dedicata al Fartlek - Dopo un lungo riscaldamento si alternano diverse velocità (in base al terreno che si trova lungo il percorso) per 40'


  • Mercoledì: è la giornata in cui una volta ogni due settimane si corre su asfalto. La sessione, in base al gruppo di allenamento, prevede un chilometraggio consistente


  • Giovedì: 40' liberi. Si può andare a "zigzag" nei boschi, girare in tondo su un percorso breve, variare le velocità. Come ha affermato Sentayehu Eshetu, "qualunque cosa che tenga vivo il loro interesse"


  • Venerdì: corsa di 1h20' ad un ritmo blando su un percorso in saliscendi ma senza troppo dislivello. Questo allenamento da l'opportunità di testare la capacità dei runner di condurre la corsa e assumersi la responsabilità di scegliere un percorso appropriato


  • Sabato*: riscaldamento ed esercizi individuali


  • Domenica*: riposo


* si fa riferimento ad atleti giovani, il weekend dei top runners varia in funzione degli impegni agonistici, anche se spesso anche i più forti la domenica la dedicano al riposo



Lettura consigliata


Correndo nell'aria sottile. Magia e saggezza dei corridori degli altipiani etiopi

“L’Etiopia è un luogo in cui mi è stato detto che l’energia è controllata da angeli e demoni, e gli sciamani possono aiutare un atleta ad acquisire il potere di un altro runner. È un luogo in cui un corridore nella foresta mi ha rivelato, con un’espressione assolutamente seria e mimando un tabellone immaginario, di aver sognato di correre i 10.000 metri in 25.32, quasi un minuto in meno del record mondiale. È un luogo di magia e follia, dove il sogno è sempre vivo.” Per quindici mesi Michael Crawley si è allenato fianco (e spesso dietro) a corridori di tutti i livelli: dai guardiani notturni che sperano di cambiare le loro vite ai maratoneti di caratura mondiale, mosso dalla voglia di capire quale forza antica e potente porta con sé la corsa in Africa. Perché ha senso per i corridori etiopi alzarsi alle 3 del mattino per correre su e giù per una collina? Chi sceglierebbe di allenarsi su un terreno ripido e roccioso infestato dalle iene? E come mai gli etiopi detengono sei dei primi dieci tempi di maratona più veloci di sempre? Sport e antropologia per raccontare un mondo fatto di visioni, miti, leggende e fatica, nella terra dei corridori più forti del mondo.