Allenamento

Allenare la mente per allenare il corpo: ecco la chiave per poter raggiungere i propri obiettivi sportivi

Foto di Derek Wolfgang da Pixabay

Che si tratti di sport amatoriale o agonistico, il principio non cambia: occorre partire dall’allenamento mentale se si vogliono raggiungere risultati concreti. Occorre, inoltre, saper gestire le emozioni, l’ansia e saper avere concentrazione, delinando obiettivi non vaghi, non troppo facili e concretamente raggiungibili.

E il tutto può essere realizzato con una strategia ed un percorso ben delineato - il modello SMARTER, che ci spiega Michele Surian (maestro di numerosi campioni del mondo) nel libro “Mental training per sportivi - Strategie e abilità mentali per la performance atletica” (Edizioni Lswr).


L’allenamento non riguarda solo il corpo


“L’allenamento non riguarda solo il corpo: le stesse leggi che regolano lo sviluppo delle capacità fisiche valgono anche per le abilità mentali – spiega Surian - Se queste possono essere apprese e potenziate, allora rispondono ai principi fondamentali dell’allenamento: ripetizione, carichi progressivi e pratica di qualità. L’obiettivo è la crescita globale dell’atleta, considerato come un sistema integrato in cui dimensioni fisiche, psichiche, tecniche e tattiche si influenzano a vicenda. Un lavoro mirato sulla mente, pur agendo soprattutto sul sistema nervoso, produce effetti positivi anche sulla tecnica, sulla strategia e perfino sulla resa fisica”.


Concentrazione, gestione dell’ansia e controllo emotivo: si possono allenare


Parlare di abilità mentali significa riconoscere che non si tratta di doti innate, ma di competenze allenabili, proprio come quelle motorie. “Nessuno nasce sapendo eseguire un gesto sportivo complesso: ogni tecnica si costruisce attraverso l’apprendimento. Lo stesso vale per concentrazione, gestione dell’ansia e controllo emotivo.


L’allenamento mentale ha delle specifiche fasi


L’apprendimento procede per fasi: prima la comprensione del compito, poi la ripetizione che porta consapevolezza e correzione degli errori, fino all’automatizzazione. È il percorso che trasforma un gesto incerto in un’azione fluida e adattabile a situazioni diverse.

Le abilità mentali seguono lo stesso schema. Allenare la mente significa chiarire l’obiettivo, conoscere le tecniche, esercitarsi con continuità e attraversare un processo di prove ed errori. Solo la pratica ripetuta permette di trasformare queste competenze in automatismi affidabili, pronti a emergere in gara. Dal punto di vista metodologico, il mental training non è diverso dall’allenamento motorio: richiede gradualità, tempo e adattamento individuale.


Occorre pazienza e continuità nell’allenamento mentale


L’errore più comune è aspettarsi risultati immediati. Una tecnica mentale appena appresa non è automaticamente utilizzabile in competizione: deve essere interiorizzata, personalizzata e sperimentata in contesti diversi. Come ogni abilità sportiva, ha bisogno di consolidamento. Allenare la mente, quindi, non è una scorciatoia, ma un processo continuo: pratica, tempo e integrazione tra mente e corpo sono le vere basi della prestazione.


Che cos’è il goal-setting


Il goal-setting è la capacità di stabilire e perseguire obiettivi chiari, specifici e verificabili. Non riguarda solo lo sport, ma anche lo studio e la vita professionale. Formulare obiettivi significa dare una direzione alle proprie azioni: permette di programmare il lavoro, valutare i progressi e mantenere alta la motivazione.


Gli obiettivi sono la base di qualsiasi progetto, perché rendono possibile il monitoraggio continuo dei risultati. Obiettivi specifici funzionano meglio di obiettivi vaghi. È più efficace pianificare mete a medio e lungo termine, suddivise in tappe a breve termine, e integrare obiettivi di risultato, di prestazione e di processo. Inoltre, gli obiettivi devono essere continuamente aggiornati: una volta raggiunti, vanno riformulati per sostenere la crescita.


L’importanza della struttura degli obiettivi


Gli obiettivi funzionano come una mappa: senza una destinazione chiara è difficile orientare gli sforzi. La loro presenza rende visibili i progressi e alimenta la motivazione. Il raggiungimento di piccoli traguardi costruisce fiducia nelle proprie capacità e rafforza il senso di autoefficacia. Ogni successo crea un circolo virtuoso: aumenta la sicurezza personale e spinge a cercare sfide nuove e più ambiziose.

Tuttavia, obiettivi troppo facili non stimolano impegno, mentre obiettivi irraggiungibili generano ansia e frustrazione. Devono quindi rappresentare una sfida realistica e proporzionata alle proprie possibilità.


Il modello SMARTER


Un obiettivo efficace segue il modello SMARTER, che descrive le caratteristiche necessarie per renderlo funzionale.

S – Specifico e semplice

L’obiettivo deve essere chiaro, concreto e non generico. Deve indicare cosa cambierà, come, dove e quando. Più è semplice da comprendere, più è facile ricordarlo e mantenerlo presente.

M – Misurabile e significativo

Deve esistere un criterio oggettivo per stabilire se è stato raggiunto. Inoltre deve avere valore personale: un obiettivo privo di significato non motiva.

A – Accessibile e orientato all’azione

Deve essere raggiungibile ma sfidante. Gli obiettivi devono tradursi in comportamenti concreti, abitudini e azioni quotidiane.

R – Realistico e rilevante

Deve essere compatibile con la realtà personale e con le proprie priorità. Un obiettivo irrealistico porta solo frustrazione.

T – Temporalmente definito

Deve avere scadenze precise. Gli obiettivi a lungo termine vanno suddivisi in tappe intermedie, come una scalata fatta di passi successivi.

E – Emozionante ed ecologico

L’obiettivo deve suscitare entusiasmo e motivazione, ed essere scelto in prima persona. Allo stesso tempo deve rispettare l’equilibrio personale, i valori e le relazioni: non deve compromettere salute, ambiente sociale o qualità della vita.

R – Registrato e rivedibile

L’obiettivo va scritto: rende concreto l’impegno preso. Deve anche poter essere adattato se le condizioni cambiano, senza essere abbandonato ma migliorato.



Goal-setting utile anche nella crescita personale


Il goal-setting non serve solo a ottenere risultati, ma a favorire sviluppo personale. Gli obiettivi devono contribuire a migliorare la qualità della vita e a rendere la persona più consapevole e capace. Devono essere coerenti con i propri valori e orientati a una crescita che porti benefici non solo individuali, ma anche nelle relazioni con gli altri.



L’autore


Michele Surian. Professore di Scienze Motorie e Sportive, diplomato ISEF e laureato in Scienze Motorie, Master Universitario in Psicologia dello Sport, tecnico di IV livello europeo CONI. Maestro di kickboxing 7° dan, cintura nera dal 1979 e insegnante professionista dal 1982, ex atleta della Nazionale italiana di kickboxing (campione europeo e nove volte campione italiano).

Maestro di numerosi campioni del mondo.


24/02/2026