Arrancabirra

In 1100, vestiti da frutta e verdura, hanno partecipato alla 19° edizione della gara goliardica. Vittoria per Pierre Michaud e Stephanie Howe

Foto di ZZAM Agency - Stefano Coletta

Un minestrone di atleti oggi ha trasformato Courmayeur in un orto gigante. Il tema “Anno vegetariano - frutta&verdura” ha stuzzicato la fantasia di 1100 zucconi fuori di melone per la 19° edizione dell’Aranciabirra. Ehm, Arrancabirra.

Vestiti a cipolla, annaffiati da qualche goccia di pioggia in partenza, hanno poi dovuto contrastare i raggi UVA del sole per 18 km ai piedi del Monte Bianco in una giornata che prende due piccioni con una fava e unisce da sempre sport e divertimento, la ciliegina sulla torta della stagione di gare di VDA Trailers prima di un (breve) periodo a maggese.

Sarà la fatica, sarà lo spirito goliardico della gara, ma a scivolare su una buccia di banana non sono stati in pochi. Tra carote (e bastoni), fragole e banchetti dell’ortofrutta, qualche infiltrato vestito da bistecca è stato colto in castagna, ma la direzione di gara è stata clementina e non li ha squalificati.


Poi c’è la gara contro il cronometro, anche se quella è un po’ un contorno. A differenza del TOR330 – Tor des Géants il podio non parla cinese mandarino ma francese (chi l’avrebbe mais detto…). A vincere in 2h13’30” è stato Pierre Michaud, non proprio un brocco(lo). Una vittoria maturata sui connazionali Kevin Dutang (2h16’04”) e Eddy Cannelle (2h18’27”), che conferma come la Francia ci tenga a coltivare il proprio dominio.


Tra le donne pesca il jolly Stephanie Howe, che dopo il TOR130 – Tot Dret abbina quest’anno anche la vittoria all’Arrancabirra in 2h37’57” al 12° posto assoluto. La statunitense ha seminato le inseguitrici: al secondo posto c’è Laure Comble in 3h23’34”, terza Lisa Elena De Giorgi in 3h29’28”.


Con la promessa di un bell’osso da sgranocchiare, Loki ha portato al traguardo Omar Riccardi alla conquista del premio CCC (corridore con cane), vinto con il tempo di 3h15’59”.


Poi c’è la nota dolente, il Trofeo Hurzeler-Grivel dedicato agli astemi, che sono stati accolti con un lancio di pomodori marci. A vincere è stato il recidivo Marco Belfrond in 3h15’53”, che da anni ormai domina la classifica meno ambita del mondo del trail running. Insieme a lui “esulta” Ludovica Michelutti, prima donna in 3h58’35”. Sul podio maschile salgono anche Marco Valsecchi in 4h05’53” e Aljoshia Taschini in 4h37'09", su quello femminile Sara Barosi in 5h06'34" e Caroline Faure in 5h35'07".


Cavolo, ci stavamo dimenticando del premio più importante, quello “Stravaganti” per il miglior costume. Altro che essere alla frutta: a coglierlo è stata Tiziana Bisotti, prodotto non proprio a chilometro zero, visto che arriva da Milano. Grande affezionata della corsa, negli anni aveva già seminato bene con interpretazioni personali e curatissime di Medusa e di Gollum. Quest'anno il raccolto è una meravigliosa “natura morta”: lei al centro, in una macedonia di frutta e verdura dalla testa in giù, dentro una grande cornice dorata portata in spalla come uno zaino. Il tutto rigorosamente di recupero, perché il costume è fatto con materiale riciclato, a partire dai vecchi giocattoli delle sue bambine: frutta giocattolo, quindi sempre di stagione. E che non fosse venuta a fare da contorno lo aveva scritto, bianco su nero, sul retro del quadro: "Non disPERAtevi, ma quest'anno la vittoria MELA prendo io e voi… ARrANCIAtevi!". Detto, fatto: il meritato frutto di tanta dedizione è il premio, con buona pace delle banane in gara.


"È stato un gran minestrone, anche se dobbiamo segnalare una grave carenza di carciofi e cipolle", scherzano Alessandra Nicoletti e Paolo Griselli, rispettivamente presidente e vicepresidente di VDA Trailers. "Scherzi a parte, l'Arrancabirra è stata ancora una volta un grande successo e si conferma la festa di fine stagione del trail. Anche il meteo ci ha dato una mano: giusto una leggera pioggia alla partenza, poi il bel tempo ci ha regalato una giornata perfetta".

11/10/2026