Marathon des Sables
Donne protagoniste nella nuova gara estrema del circuito Marathon des Sables: un'italiana sul podio assoluto della 100km
Il deserto marocchino ha fatto ancora una volta da sfondo a una delle avventure sportive più estreme del pianeta. La MDS Ultra 2026, l'ultima arrivata nella famiglia Marathon des Sables, si è appena conclusa nella regione di Merzouga, segnando una tappa significativa nella storia di questo evento iconico. Per la prima volta, gli organizzatori hanno introdotto un formato completamente non-stop, senza tappe, offrendo due distanze eccezionali: un percorso di 100 chilometri con 582 metri di dislivello positivo e una sfida di 100 miglia (circa 160 km) con 875 metri di dislivello positivo, entrambe da completare entro un tempo massimo di 40 ore.
A differenza dello storico formato della Marathon des Sables, tradizionalmente suddiviso in più tappe con bivacchi, la MDS Ultra si distingue per il suo approccio radicale. Un unico percorso segnalato, una progressione continua giorno e notte e l'immersione completa nel deserto definiscono questa sfida senza compromessi. Alla linea di partenza, quasi 200 atleti in rappresentanza di oltre 30 paesi si sono imbarcati in questa straordinaria avventura, dove la gestione delle energie, la resilienza mentale e la capacità di adattamento a condizioni estreme si sono rivelate determinanti tanto quanto la prestazione fisica.
Il percorso, prevalentemente pianeggiante, era caratterizzato da una sabbia più compatta rispetto a quella delle altre edizioni della Marathon des Sables, consentendo ai corridori di mantenere un ritmo sostenuto su lunghi tratti. Le tipiche condizioni invernali del deserto marocchino creavano un contrasto sorprendente, con temperature diurne miti intorno ai 15 °C seguite da notti fredde, dove l'oscurità e la stanchezza accumulata mettevano a dura prova la determinazione dei partecipanti.
Per garantire sia la sicurezza che l'autonomia, lungo il percorso sono state posizionate strategicamente cinque basi vita, che forniscono aree di sosta, cibo e riparo, mentre nove stazioni idriche hanno garantito l'idratazione essenziale in questo ambiente estremo.
Sergio Turull, vittoria solitaria nel cuore del Sahara
Nei 100 km, lo spagnolo Sergio Turull è stato il più veloce, davanti ad Adriana Moser (Paesi Bassi) e Francesca Canepa (Italia), a dimostrazione ancora una volta della forte presenza e competitività delle donne nelle gare di ultra-endurance.
Al di là del risultato, la vittoria di Sergio Turull nella 100 km racconta la storia di una gara solitaria e profondamente immersiva. I corridori entravano rapidamente tra le dune già al secondo chilometro, un chiaro avvertimento del terreno impegnativo che li attendeva. "Era un terreno duro e scomodo, di quelli che ti logorano passo dopo passo", ha spiegato lo spagnolo dopo l'arrivo. Dal chilometro 40 in poi, Turull si è trovato completamente solo in testa, correndo gli ultimi 60 chilometri senza vedere un altro concorrente. "A volte mi sentivo piccolissimo in mezzo a quell'immensità. L'unica cosa che riuscivo a sentire era il rumore dei miei passi sulla sabbia", ha detto. In assenza di spettatori, incoraggiamenti o stimoli esterni, la gara è diventata una battaglia interiore, mentale e fisica. "È allora che inizia la vera gara: quando nessuno ti guarda, quando tutto fa male, e non resta che pretendere di più da te stesso, controllare la tua mente e continuare ad andare avanti", ha riflettuto Turull. Vincere la primissima edizione dell'MDS Ultra in queste condizioni è stato, secondo le sue parole, "un vero privilegio e un'esperienza che non dimenticherò mai", incarnando perfettamente lo spirito crudo e intransigente di questo nuovo formato.
Maryline Nakache, una performance eccezionale, simbolo di determinazione e maestria
L'evento è stato caratterizzato da una prestazione eccezionale sulla distanza principale, quella delle 100 miglia. L'atleta francese Maryline Nakache, allenatrice certificata da Expert Sport Coaching e rinomata ultra-trailer, ha disputato una gara magistrale, aggiudicandosi la vittoria finale in un tempo di 18 ore, 17 minuti e 10 secondi. Ha concluso con oltre un'ora di vantaggio su Martin Gallardo e Jean-Baptiste Bouchoux, al termine di una gara in cui costanza, ritmo strategico e gestione dello sforzo si sono rivelati decisivi.
Questa vittoria alla MDS Ultra 2026 arricchisce ulteriormente una carriera già prestigiosa. Due volte vincitrice della Legendary Sands Marathon (2023 e 2025) nella categoria femminile e autrice di prestazioni straordinarie in alcune delle gare più impegnative del calendario internazionale, Maryline Nakache ha dimostrato ancora una volta la sua eccezionale capacità di gestire lo sforzo su distanze molto lunghe, di rimanere strategica e costante in condizioni estreme e di attingere profondamente alle sue risorse interiori per prevalere.
16/01/2026
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