Tor des Géants
Una poltrona per tre: Zhao, Schindler e Hartmuth si giocano il TOR330 – Tor des Géants® nell'ultima notte
Foto di Marco Oriente - Zzam Agency
Non esiste TOR330 – Tor des Géants® senza colpi di scena, e la terza giornata di gara ne ha offerti in serie. Il primo è arrivato ieri sera alla base vita di Gressoney, dove Jiaju Zhao, in testa dal primo chilometro, ha deciso finalmente di dormire una ventina di minuti. Jonathan Schindler, entrato più tardi, ha fatto l'opposto: sosta lampo e comando della gara con una diecina di minuti di margine.
La seconda notte ha però ribaltato tutto. Rinfrancato dalle energie recuperate, Zhao ha ripreso e superato lo svizzero (che a sua volta si è concesso un breve riposo a Champoluc) nella traversata dei quattro colli tra Gressoney e Valtournenche, uscendo dalla base vita con oltre quaranta minuti di vantaggio. Il TOR330, ancora una volta, si vince anche con le ore di riposo che si decide di concedersi.
Al Rifugio Magià, superati i 250 chilometri di gara, il cinese si è fermato per una zuppa, un uovo sodo e un massaggio al tibiale destro. «Zhao sta bene, è un po' stanco ma tutti lo sono», ha spiegato il suo assistente. «Credo che riuscirà a mantenere il suo passo, se dovesse avere qualche problema, valuteremo se riposare. Forse questo pomeriggio dormirà ancora un po', magari a Oyace». Dopo un rallentamento verso il Cuney, sotto un caldo ancora intenso, Zhao è tornato a spingere ed è arrivato a Ollomont poco dopo le 18 con un pit stop di soli tre minuti e una ripartenza da Formula 1.
Schindler non ha mai mollato: pizza time al Magià, piedi da "aggiustare" a Oyace, 19 minuti di ritardo al Col Brison e sosta di quattro minuti a Ollomont. Ma dietro di lui c'è Katharina Hartmuth, e questa è la storia della giornata: i primi tre sono rimasti racchiusi in meno di mezz'ora dalla mattina alla sera, e all'inizio dell'ultima notte, a meno di 50 chilometri dal traguardo, il TOR330 2026 non ha ancora un vero padrone.
Alle spalle dei primi due, il cinese Weiqiang Zhang e il canadese Galen Reynolds completano la top five con oltre due ore di ritardo. Tra i ritiri di giornata spiccano quelli di Michele Graglia e di Bastien Fleury (Team Cimalp), uno dei grandi protagonisti della prima metà di gara. Il francese dell'Alta Savoia era rimasto a lungo agganciato al gruppo di testa, accarezzando per molte ore il sogno di un posto sul podio, prima che un problema fisico lo fermasse poco dopo Valtournenche, ai piedi della salita al Rifugio Barmasse.
La gara è entrata nel terzo giorno con 899 atleti in corsa e 219 ritiri.
Katharina Hartmuth sta correndo un Tor senza precedenti. Terza assoluta da due giorni e con svariate ore di anticipo sul proprio record femminile, la vincitrice del 2024 ha superato senza danni la vescica fatta controllare a Niel, conseguenza dei problemi di umidità ai piedi già lamentati a Donnas, e ha ripreso a limare il distacco dagli uomini. Al Rifugio Magià lei e Schindler si sono letteralmente incrociati, lei entrava e lui usciva con dieci minuti di vantaggio: «La notte è andata bene, ma ce n'è ancora una davanti a me», ha detto la tedesca davanti al consueto piatto di pasta al pomodoro. A Oyace il distacco dallo svizzero era di un paio di minuti, al Col Brison era a sei minuti da Zhao, il leader. A Ollomont si è fermata poco meno di dieci minuti per pasta e coca-cola, e al momento sembra la più in forma dei tre: nessuna donna è mai salita sul podio assoluto del Tor des Géants, e stanotte Hartmuth si gioca qualcosa di più.
Alle sue spalle la lotta per il podio femminile è tutt'altro che decisa. Al Rifugio Grand Tournalin la cinese Huiping Zhang, seconda, è passata alle 14.55 dopo 52h 55' di gara, con la brasiliana Manuela Vilaseca a 38 minuti. Claire Bannwarth e Melissa Paganelli restano pienamente in corsa per recuperare posizioni.
15/09/2026
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