Venice Marathon
Nino ci racconta la sua sesta 42.195km corsa tra Stra e Venezia
Dopo quattro lunghi mesi a macinare chilometri è nuovamente arrivato il momento di indossare il pettorale di una quarantadue: Venicemarathon edizione numero trenta, per quel che mi riguarda, la sesta.
E devo riconoscere che si è trattato di un fantastico fine settimana sotto ogni punto di vista: la città, che non ha certo bisogno di presentazioni, il clima che, anche a potere decidere, non poteva essere migliore e l'atmosfera che, in ogni angolo, ops calle, si poteva respirare.
Non sono al meglio della condizione e il timore di non averne più ancora prima di arrivare al parco è un tarlo che mi frulla per la testa ormai da giorni. I presupposti ci sono tutti e ne sono consapevole. Mi tocca e la voglia di provarci ugualmente deve, almeno per una volta, lasciar spazio al buon senso.
Nove e quaranta, si parte. Navigatore impostato sui quattroetrenta e vediamo cosa ne viene fuori.
Il percorso è quello collaudato da anni ed è un piacere vedere assiepata lungo la strada tutta quella gente ad incoraggiarci con un indefinito numero di bambini pronti a porgerci "il cinque" e, senza l'assillo della prestazione a tutti i costi, è davvero bello allungare la traettoria e ricambiare quel semplice gesto. Dolo, Mira, Oriago, e il copione è sempre lo stesso.
I chilometri passano veloci e grazie al ritmo più sostenibile i timori della vigilia sembrerebbero del tutto infondati. Marghera, Mestre e finalmete il parco San Giuliano dove spesso terminano i sogni di gloria di molti. E, come gia accaduto qualche volta, mi unisco alla simpatica compagnia. Comincio a lasciare per strada più di qualche secondo e, una volta abbandonato l'isola verde e imboccato il ripido cavalcaia S.Giuliano, nonostante aver ulteriormente rallentato, la stanchezza prende il sopravvento e, per evitare guai peggiori (leggi crampi), decido che per questa volta può bastare.
Sono ormai al trentaduesimo sul famigerato "freedom bridge", (quasi) quattro chilometri d'asfalto senza apparente fine, ma Venezia è lì davanti, quasi la si può toccare e, alternando un po' di corsa e un po' di camminata veloce, in ogni caso "sarà mia". Dieci chilometri, poco meno di un quarto di gara, eppure sembrano ancora un'eternità. Piazzale Roma, il Tronchetto e finalmente i quattordici famosissimi ponti che portano all'agognata medaglia. Un sorso di integratore all'ultimo ristoro e si riparte. Almeno questi, tocca farli dignitosamente.
E poi c'è una Piazza, anzi la Piazza più famosa al mondo da attraversare in tutta la sua lunghezza, prima degli ultimi interminabili mille metri.
Uno spettacolo. Tre chilometri che da soli valgono il prezzo del biglietto.
Alla fine il display indica under210. Tanto, troppo. Ma sinceramente, questa volta, non me ne può fregar di meno.
29/10/2015
Ti potrebbe interessare anche:
Domenica 25 ottobre saranno 146 i pacer, di cui oltre il 20% stranieri, che accompagneranno i runners al traguardo di Riva Sette Martiri
E' partita la maratona solidale legata alla 40^ Wizz Air Venicemarathon! Nell’edizione 2025, il Venicemarathon Charity Program ha raccolto 152.158€
Domenica 20 settembre si rinnova l’appuntamento con la quinta edizione del suggestivo trail sulla spiaggia
Ieri le celebrazioni per ricordare la prima edizione del 18 maggio 1986. La 40^ Wizz Air Venicemarathon è in programma domenica 25 ottobre
La maglia ufficiale della 40^ Wizz Air Venicemarathon si ispira al Leone Alato di San Marco
