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TOR100 – Cervino-Monte Bianco, Davide Busuito e Rebecca Hormann vincono con i nuovi record della corsa

Foto di Caterina Cantù - Zzam Agency

Cento chilometri e 8.000 metri di dislivello dal Cervino al Monte Bianco non erano mai stati percorsi così in fretta. La terza edizione del TOR100 – Cervino-Monte Bianco, partita mercoledì alle 21 da Breuil-Cervinia con 416 atleti al via, ha riscritto entrambi i record della gara. Davide Busuito ha tagliato il traguardo del Jardin de l'Ange di Courmayeur alle 12.30, dopo 15h30'03" di corsa: 19 minuti meglio del 15h49'11" con cui il belga Virgile Vandewalle aveva vinto la prima edizione nel 2024. L'assenza del campione uscente, Luca Arrigoni, che non ha preso il via, aveva lasciato la gara senza un padrone designato: Busuito se n'è preso il ruolo fin dalle prime ore. A Saint-Rhémy-en-Bosses, al km 77,7, era già transitato alle 8.05, con 47 minuti di anticipo sulla tabella del record, e sul Col Malatrà e nella discesa su Courmayeur ha gestito senza cedere: all'arrivo il vantaggio sul secondo era di 1h14'33".


Classe 1993, pinerolese, Busuito arrivava al TOR100 con un'estate valdostana da incorniciare: a fine giugno aveva vinto la Cervino Matterhorn Ultra Race sui 47 chilometri, partendo proprio da Breuil-Cervinia, e a luglio la 70 chilometri del La Thuile Trail. Il primato sulla distanza tra le due montagne simbolo della Valle d'Aosta è il naturale punto d'arrivo di quella stagione.


"Non avevo una tattica, mi sono detto: corro al mio ritmo", ha raccontato al traguardo. "Nei quindici giorni prima della gara non sono riuscito ad allenarmi per un infortunio, ho fatto solo bici e non sapevo a che livello fossi. Nella prima salita sono partito piano, il meteo era brutto e non mi piaceva. Poi mi sono detto: o la va o la spacca".


Alle sue spalle il podio è stato una questione tutta italiana. Alessandro Simoncelli, secondo in 16h44'36", ha regolato la sfida a quattro che al Rifugio Champillon vedeva raccolti in mezz'ora, oltre a lui, Sébastien Guichardaz, Alessio Donati e Danilo Lantermino: Donati ha chiuso terzo in 16h59'40", a un quarto d'ora da Simoncelli.


Tra le donne la gara è stata un lungo duello a due, finito nel modo più inatteso. Davanti nelle prime ore, Rebecca Hormann era stata superata dalla polacca Kinga Kwiatkowska prima di Oyace; alla base vita di Ollomont Kwiatkowska era entrata per prima alle 6.23, con 14 minuti sulla svizzera e 54 sulla francese Luce Leal. Hormann però non ha mai smesso di spingere e tra Ollomont e Saint-Rhémy-en-Bosses ha annullato il distacco, entrando al ristoro un solo minuto dopo la rivale. Da lì è ripartita da sola: Kwiatkowska, vincitrice del TOR30 – Passage au Malatrà nel 2025 con il record della gara, si è ritirata a Bosses. Sul Col Malatrà e nella discesa su Courmayeur Hormann ha fatto corsa a sé, chiudendo alle 15.59 in 18h59'51": 10'21" sotto il 19h10'12" stabilito nel 2025 dalla cinese Wen-Li Jiang. Seconda la francese Luce Leal in 20h25'37", terza la russa Ekaterina Fetisova in 20h44'08".

 

"L'obiettivo era chiudere sotto le 19 ore e l'ho rispettato per pochi secondi", ha detto al traguardo. "Dopo quattro o cinque ore ho avuto problemi di respirazione, probabilmente perché non sono abituata all'altitudine e a questo continuo salire e scendere. Sul Malatrà non respiravo, ho dovuto fermarmi un attimo e ho pensato di ritirarmi. Con Kinga è stata una battaglia: mi ha passata prima di Oyace, poi l'ho ripresa a Bosses. Ho capito di poter vincere al Rifugio Bonatti, quando mi hanno detto dove erano le altre".


Hormann arrivava al TOR100 senza i riflettori addosso, ma con un curriculum che sulle lunghissime distanze parla chiaro. A gennaio ha vinto la Terra de Gigantes, la gara portoghese del circuito TORX® eXperience: 303,8 chilometri e 10.815 metri D+ dalla Serra da Estrela a Nazaré, completati in 46h13'55" con il terzo posto assoluto. In primavera è stata settima donna alla MIUT Legend di Madeira, 110 chilometri e 7.200 metri D+ in 19h05'14". Il 2025 era stato la stagione della consacrazione sulle 100 miglia britanniche: prima donna e sesta assoluta alla West Highland Way Race (156,7 chilometri in 19h02'14"), prima e terza assoluta alla Dragon 100 (160 chilometri in 20h15'20"), oltre alla vittoria sulla Pennine Barrier Ultra 50 e al secondo posto alla Montane Winter Spine Challenger North, 258 chilometri nel gelo di gennaio. Nata a Philadelphia, di origini svizzere e cilene, ha scoperto la corsa relativamente tardi, durante la pandemia.

18/09/2026