Dolomiti di Brenta Trail
A Molveno, Reggidori e Avens firmano la 64K dell'edizione numero 10 del Dolomiti di Brenta Trail: tutti i risultati
Foto di Russolo/Organizzatori
Dieci edizioni, oltre mille runner al via da 36 Paesi e tre distanze sold out per il Dolomiti di Brenta Trail che ha animato oggi Molveno e le sue vette. A mettere la firma sul decennale sono Mattia Reggidori e Isabel Avens nella 64 km, Alex Rigo e Irene Saggin nella 45 km, Gabriele Scaioli e Alessia Scaini nella 21 km. Sui sentieri che dal Lago di Molveno entrano nel cuore delle Dolomiti di Brenta, la decima edizione di una delle gare di trail running più attese dell’anno ha regalato sfide serrate, fughe solitarie e storie speciali, celebrando nel modo più autentico i primi dieci anni della manifestazione.
Dal 2016 a oggi la manifestazione è cresciuta fino a diventare un appuntamento internazionale, senza perdere lo spirito delle origini: una gara nata dalla passione di un territorio e costruita attorno all’esperienza dei runner. Quest’anno sono arrivati a Molveno atleti da 36 Paesi, con Olanda e Germania tra le delegazioni straniere più numerose e presenze anche da Cile, Messico, Taiwan, Corea del Sud, Madagascar, Etiopia, Hong Kong e Australia.
64 km: Reggidori vince un duello lungo una gara, Avens sorprende alla prima volta in Brenta
Nella distanza regina, 64 km e 4.200 metri di dislivello positivo, la vittoria si decide praticamente sulla linea del traguardo. Dopo aver condiviso chilometri, fatica e testa della corsa, Mattia Reggidori e Andrea Zanconato arrivano insieme alle battute finali. È solo negli ultimi metri che Reggitori trova lo spunto decisivo e va a prendersi la decima edizione in 7h56’49’’, precedendo Zanconato di appena 8 secondi. Un finale che racchiude tutto lo spirito e la spettacolarità della prova più lunga, corsa nel cuore più selvaggio del Brenta tra rifugi, forcelle e sentieri d’alta quota. A completare il podio è Fabrizio Trentin, terzo al traguardo.
Tra le donne il successo parla tedesco. A vincere è Isabel Avens, che alla sua prima esperienza sulle Dolomiti di Brenta interpreta al meglio una gara tanto tecnica quanto esigente. La tedesca non conquista soltanto la vittoria femminile, ma taglia il traguardo in 9:05:46, per una straordinaria decima posizione assoluta. Alle sue spalle Marta Cassai, seconda classificata, mentre Vittoria Mandelli completa il podio con il terzo posto.
45 km: Rigo fa il vuoto, Saggin imprendibile. Modena festeggia dieci su dieci sul podio
Se nella 64 km è il duello a tenere tutti con il fiato sospeso, nella 45 km, con 2.850 metri di dislivello positivo, c’è un solo uomo al comando. Alex Rigo costruisce una gara incredibile, tutta in solitaria, imponendo il proprio ritmo e senza lasciare spazio agli avversari. Chiude in 4h53’06’’, coronando una prestazione di assoluto livello. Alle sue spalle è Giacomo Forconi a conquistare il secondo posto. Ma il terzo gradino del podio ha un significato speciale: a salirci è un indomito Christian Modena, che completa così la sua decima partecipazione in dieci edizioni del Dolomiti di Brenta Trail. Uno dei sei “senatori” che non hanno mai saltato un’edizione, Modena aveva raccontato alla vigilia cosa rappresentasse per lui questa gara: correre in Brenta è «come correre a casa». Due volte vincitore, nel 2017 e nel 2022, in entrambi i casi condividendo il traguardo con un altro atleta, aveva confessato che rinuncerebbe perfino a un Mondiale pur di essere qui. Dieci anni dopo la prima edizione, festeggiare il decennale con un altro podio rende la sua storia ancora più speciale.
Al femminile è invece Irene Saggin a mettere subito le cose in chiaro. Già vincitrice della 21 km nel 2025, Saggin domina questa volta la distanza superiore e taglia il traguardo in 5h57’43’’, lasciandosi nettamente alle spalle le dirette avversarie. A circa mezz’ora arriva Silvia Ferracini Mazzoleni, seconda, mentre Ilaria Zeni completa il podio.
21 km: Scaioli e Scaini firmano la distanza più veloce
Spettacolo anche nella 21 km, la distanza più accessibile ma tutt’altro che banale, con i suoi 1.250 metri di dislivello positivo tra boschi, pascoli e rifugi affacciati sul Lago di Molveno. Negli anni è diventata la porta d’ingresso al Dolomiti di Brenta Trail per tanti runner.
Tra gli uomini il più veloce è Gabriele Scaioli, che conquista la vittoria in 1h48’53’’. Alle sue spalle chiude Luca Troncar, mentre Andrea Lusuardi completa il podio maschile.
Tra le donne successo per Alessia Scaini, prima al traguardo in 2h05’42’’. Seconda posizione per Alessia D’Amico, già terza su questa stessa distanza nel 2025, e terzo posto per Caterina Brevi.
Dieci anni dopo, lo spirito è lo stesso
La decima edizione chiude così un cerchio iniziato nel 2016. In dieci anni il Dolomiti di Brenta Trail è cresciuto nei numeri e nella capacità di richiamare runner da ogni parte del mondo, ma ha conservato l’identità con cui era nato: una gara pensata prima di tutto per chi ama correre in montagna e vivere il territorio.
Dietro un solo giorno di gara ci sono mesi di lavoro e un’intera comunità fatta di organizzatori, volontari, sanitari e persone che ogni anno tornano sui sentieri. «Penso che la forza della gara sia proprio il team, volontari compresi», aveva raccontato alla vigilia Alessandro Bettega, del comitato organizzatore, sottolineando come, nonostante la crescita della manifestazione, «anche lo spirito non è cambiato».
E forse il senso di questi dieci anni sta proprio qui. Nei runner arrivati da 36 Paesi, nei vincitori che oggi aggiungono il proprio nome alla storia della gara, in chi come Christian Modena non ne ha persa nemmeno una e nei volontari che ogni settembre tornano a presidiare i sentieri.
Poi passa l’ultimo atleta, le “scope” raccolgono i segnali e sulle montagne torna il silenzio.
Le Dolomiti di Brenta restano lì, sopra Molveno.
05/09/2026
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