Badwater 135
Torna la corsa più estrema del pianeta: 98 ultrarunner da 21 nazioni sfidano la Death Valley dal 27 al 29 luglio, ci sono anche 4 italiani
Foto di Organizzatori
Dal 27 al 29 luglio la Valle della Morte tornerà a essere il palcoscenico di una delle prove di resistenza più iconiche e temute del calendario mondiale. Va infatti in scena la Mount to Coast Badwater 135 Ultramarathon, considerata da molti la corsa a piedi più dura del mondo, che nel 2026 celebra la sua 39ª edizione.
Organizzata da AdventureCORPS, la Badwater 135 vedrà al via 98 atleti provenienti da 21 nazioni e da 24 stati americani, pronti ad affrontare un viaggio senza sosta di 135 miglia (217 km) attraverso gli scenari estremi della California, tra caldo torrido, dislivelli impegnativi e condizioni ambientali proibitive.
Dalla Death Valley al Monte Whitney
La partenza è fissata al Badwater Basin, nel Death Valley National Park, il punto più basso del Nord America con i suoi 85 metri sotto il livello del mare. Il traguardo è invece posto al Whitney Portal, a 2.530 metri di altitudine, punto di accesso al Monte Whitney, la vetta più alta degli Stati Uniti continentali.
Il percorso attraversa tre diverse catene montuose, accumulando 4.450 metri di dislivello positivo e quasi 1.860 metri di discesa, passando attraverso luoghi leggendari della Death Valley come Furnace Creek, Stovepipe Wells, Panamint Springs, Darwin e Lone Pine.
Le temperature, che nella Valle della Morte possono superare abbondantemente i 45-50°C, rappresentano uno degli ostacoli più temuti e contribuiscono alla fama di una gara che da quasi quarant'anni mette alla prova i limiti della resistenza umana.
Tempo massimo ridotto: la sfida diventa ancora più dura
La grande novità dell'edizione 2026 riguarda il tempo massimo di gara, che viene ridotto da 48 a 45 ore.
Una scelta che rende la competizione ancora più selettiva e impegnativa, obbligando gli atleti a mantenere un ritmo più elevato lungo tutto il percorso senza rinunciare alla gestione del caldo, della fatica e del sonno.
Un cast internazionale con tanti debuttanti
Il livello tecnico sarà, come sempre, elevatissimo. Il campo partenti comprende 33 finisher delle precedenti edizioni e 65 esordienti, selezionati attraverso un rigoroso processo di candidatura riservato agli ultrarunner con un curriculum di altissimo livello. In totale saranno presenti 28 donne e 70 uomini, in rappresentanza di 21 Paesi: Australia, Brasile, Bulgaria, Canada, Repubblica Ceca, Ecuador, Francia, Ungheria, India, Iran, Italia, Giappone, Messico, Paesi Bassi, Filippine, Polonia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti.
Anche quest'anno la Badwater conferma così la propria vocazione internazionale, riunendo alcuni dei migliori specialisti dell'ultradistanza mondiale in una gara che rappresenta un vero e proprio campionato del mondo ufficioso delle ultramaratone estreme.
Una gara leggendaria dal 1987
Pur essendo percorsa dagli ultrarunner già dagli anni Settanta, la Badwater 135 viene organizzata ufficialmente dal 1987 ed è ormai diventata un appuntamento simbolo per l'intero movimento dell'ultrarunning. Oltre al prestigio sportivo, l'evento genera un importante ritorno economico per la contea di Inyo e per le comunità della Death Valley, con un impatto stimato in circa 1,2 milioni di dollari all'anno, sostenendo turismo, attività locali e iniziative benefiche.
Anche nel 2026 la manifestazione sarà affiancata da numerosi partner e da diverse organizzazioni benefiche, tra cui la Challenged Athletes Foundation, per confermare una tradizione che unisce sport estremo, solidarietà e valorizzazione di uno degli ambienti naturali più spettacolari e ostili del pianeta.
Gli italiani al via: quattro azzurri pronti alla sfida della Death Valley
Anche l'Italia sarà rappresentata alla Badwater 135 2026 con una pattuglia di quattro ultrarunner, chiamati ad affrontare una delle prove di resistenza più estreme al mondo. Tra loro spicca Nicola Piacucci, 43enne medico di Cesena, unico italiano ad aver già concluso la Badwater 135. Forte dell'esperienza maturata nella Valle della Morte, tornerà al via con l'obiettivo di aggiungere un nuovo prestigioso traguardo al proprio palmarès e sfruttare la conoscenza di un percorso che non concede margini d'errore.
Sarà invece all'esordio Francesco Perini, architetto quarantenne di Mira (Venezia), che si confronterà per la prima volta con le temperature estreme e i 217 chilometri della gara californiana.
Debutto anche per Roberto Boiano, 57 anni, originario di San Gregorio Matese (Caserta), pronto a mettersi alla prova nella competizione considerata il punto di riferimento mondiale dell'ultrarunning estremo.
Completa la rappresentanza azzurra Mihaela Ivanova Englaro, 50 anni, residente a Concorezzo (Monza e Brianza). Nata in Bulgaria ma in gara per l'Italia, sarà una delle 28 donne al via di questa edizione e affronterà per la prima volta la leggendaria traversata della Death Valley.
Per i quattro italiani la Badwater 135 rappresenta una sfida fuori dal comune, dove la preparazione atletica è soltanto uno degli ingredienti necessari: gestione del caldo, alimentazione, strategia e capacità di resistere per decine di ore consecutive saranno determinanti per conquistare l'ambito traguardo al Whitney Portal.
16/07/2026
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