Antidoping

Pesante squalifica per Ruti Aga dopo la positività al metilprednisolone e la falsificazione di documenti durante l’indagine antidoping

Foto di Tokyo Marathon

L’etiope, vincitrice della Maratona di Tokyo nel 2019 e due volte prima alla Maratona di Xiamen, è stata sanzionata dall’Athletics Integrity Unit per la presenza di una sostanza proibita e per aver cercato di ostacolare le indagini antidoping.


L’Athletics Integrity Unit (AIU) ha inflitto una squalifica di sei anni a Ruti Aga, maratoneta etiope di 32 anni, per violazioni delle norme antidoping legate alla presenza e all’utilizzo di metilprednisolone e al tentativo di manipolare le procedure di controllo. La decisione, annunciata il 22 ottobre 2026 a Monaco, riguarda una positività riscontrata dopo la Mezza Maratona di Meishan Renshou, in Cina, disputata il 15 marzo 2026 e vinta dall’atleta.


La positività alla mezza maratona in Cina


Aga è risultata positiva al metilprednisolone, una sostanza appartenente alla classe S9 dei glucocorticoidi nella lista delle sostanze proibite della World Anti-Doping Agency (WADA), vietata durante le competizioni. La violazione rientra negli articoli 2.1 e 2.2 del regolamento antidoping, relativi rispettivamente alla presenza di una sostanza proibita e al suo utilizzo.


La vicenda si è aggravata durante le successive indagini dell’AIU. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la maratoneta avrebbe cercato di giustificare la positività sostenendo di aver assunto il farmaco per curare un problema al ginocchio. A supporto della propria versione, Aga avrebbe presentato una prescrizione attribuita a una struttura sanitaria che, secondo l’indagine, non esisteva. Il documento risultava firmato da un medico che si è rivelato essere un suo familiare, privo di abilitazione professionale e di registrazione presso le autorità sanitarie competenti. Interrogato dagli investigatori, il familiare avrebbe dichiarato di aver utilizzato un vecchio ricettario appartenuto a una precedente sede lavorativa. La struttura sanitaria citata, tuttavia, ha confermato che la persona non aveva mai lavorato lì e che la prescrizione non proveniva dai propri uffici. L’indagine, condotta dall’AIU con il supporto dell’autorità antidoping etiope, ha quindi stabilito che il documento era stato falsificato o manipolato.


Quattro anni per aver ostacolato le indagini


Oltre alla violazione relativa alla sostanza proibita, Aga è stata riconosciuta responsabile della violazione dell’articolo 2.5 del regolamento antidoping, che riguarda la manipolazione o il tentativo di manipolazione di qualsiasi parte del processo di controllo antidoping.


In particolare, l’atleta avrebbe fornito informazioni false durante un colloquio con i rappresentanti dell’AIU il 21 aprile 2026 e successivamente prodotto il documento contestato il 4 maggio.


La sanzione complessiva di sei anni è stata determinata sommando due anni per la presenza e l’utilizzo della sostanza proibita e quattro anni per la manipolazione delle procedure antidoping.


La carriera di Ruti Aga


Prima di questa vicenda, Ruti Aga era una delle maratonete più competitive del panorama internazionale. Nel 2019 aveva conquistato la vittoria alla Maratona di Tokyo, mentre nelle World Marathon Majors aveva ottenuto complessivamente quattro piazzamenti sul podio.


Nel 2025 e nel 2026 aveva inoltre vinto le ultime due edizioni della Maratona di Xiamen, entrambe inserite nel circuito delle World Athletics Platinum Label Road Races.


Al momento della positività, l’etiope occupava l’undicesima posizione nel ranking mondiale. La squalifica rappresenta quindi un duro colpo per una carriera che l’aveva portata stabilmente ai vertici della maratona internazionale.

22/10/2026