Mezza Maratona dei Sei Comuni

Mezza Maratona dei Sei Comuni, la seconda arrivata squalificata per le scarpe: il caso riapre il tema delle calzature omologate

Una squalifica arrivata dopo il traguardo e legata non al percorso, al pettorale o a una condotta di gara, ma alle scarpe utilizzate durante la competizione. È quanto accaduto alla Mezza Maratona dei Sei Comuni, manifestazione disputata sulle strade dell'Alto Vicentino, dove la seconda atleta arrivata al traguardo è stata esclusa dalla classifica a seguito di un controllo sulle calzature.


Il caso, riportato dalla stampa locale, riporta al centro dell'attenzione una questione che interessa sempre più anche il mondo del running amatoriale: non tutte le scarpe normalmente utilizzabili in allenamento possono essere indossate in una gara sottoposta ai regolamenti FIDAL e World Athletics.


La runner: «Stavo correndo con normali daily trainer»


Secondo quanto riportato dalla cronaca locale, la runner avrebbe spiegato di essere convinta di correre con normali daily trainer, cioè scarpe da allenamento quotidiano, e non con una calzatura specificamente progettata per ottenere vantaggi prestativi in gara. La vicenda evidenzia proprio uno degli aspetti più delicati della normativa: la percezione dell'atleta e la conformità regolamentare della scarpa non sono necessariamente la stessa cosa.


Una scarpa può infatti essere acquistata e utilizzata normalmente per gli allenamenti e, allo stesso tempo, non risultare ammessa in una competizione soggetta alle specifiche norme sulle calzature.


Il controllo dopo la gara


La runner aveva regolarmente completato la prova chiudendo addirittura al secondo posto, ma successivamente è emersa un'irregolarità relativa al modello di scarpa utilizzato. La calzatura non risultava infatti conforme alle disposizioni previste per l'impiego in competizione. Il regolamento sulle scarpe da atletica prevede che i modelli utilizzati nelle competizioni soggette alle norme internazionali siano conformi ai requisiti stabiliti da World Athletics e presenti nell'elenco ufficiale delle calzature approvate.


Non è quindi sufficiente che una scarpa sia normalmente commercializzata o ampiamente utilizzata dai runner: l'assenza del modello dall'elenco ufficiale può determinare l'annullamento del risultato.


La stessa FIDAL, nelle proprie FAQ dedicate ai controlli sulle calzature, chiarisce che gli atleti devono gareggiare con scarpe conformi al regolamento e che, qualora una verifica accerti l'utilizzo di una scarpa non omologata, le conseguenze possono comprendere la squalifica e la cancellazione della prestazione.


Una regola che riguarda anche gli amatori


Il tema riguarda anche le competizioni su strada dedicate agli amatori. La normativa non è infatti riservata esclusivamente alle maratone internazionali o agli atleti professionisti: nelle manifestazioni soggette alle regole federali valgono le disposizioni tecniche previste dai regolamenti.


Uno dei punti che può creare maggiore confusione è la differenza tra una scarpa tecnicamente compatibile con i limiti previsti e una scarpa ufficialmente approvata.


Per le gare su strada esistono specifici limiti relativi, tra l'altro, allo spessore dell'intersuola e alla configurazione delle eventuali piastre. Ma il rispetto di un singolo parametro non è necessariamente sufficiente: occorre verificare che il modello utilizzato sia tra quelli approvati.


Il caso riporta l'attenzione sulle daily trainer


La vicenda è particolarmente interessante proprio perché, secondo la ricostruzione della stampa locale, l'atleta ha riferito di aver utilizzato normali scarpe da allenamento quotidiano. Per il runner amatoriale questo rappresenta un elemento da non sottovalutare: con l'evoluzione tecnologica del mercato, infatti, anche le cosiddette daily trainer possono incorporare schiume, geometrie e sistemi costruttivi che richiedono una verifica della loro effettiva ammissibilità in gara.


La distinzione tra «scarpa da gara» e «scarpa da allenamento» utilizzata comunemente dai runner non coincide necessariamente con quella prevista dai regolamenti. La verifica preventiva del modello nell'elenco ufficiale delle calzature approvate rimane quindi il modo più semplice per evitare che una prestazione completata regolarmente possa essere successivamente cancellata dalla classifica.

22/09/2026