Mondiali 100km
Charlie Lawrence e Courtney Olsen vincono il titolo mondiale 2026 della 100km di corsa su strada. Ferrante e Valmigli milgiori azzurri
Foto di Organizzatori
Ames, in Galizia, incorona i nuovi campioni del mondo della 100 km. La rassegna iridata IAU, giunta alla 33ª edizione, si è disputata oggi, domenica 20 settembre, sulle strade del comune spagnolo situato nei pressi di Santiago de Compostela. Per la quarta volta nella storia i Mondiali della distanza hanno fatto tappa in Spagna, dopo Santander nel 1988, Palamós nel 1992 e Los Alcázares nel 2016.
La gara si è sviluppata su un circuito di circa cinque chilometri da ripetere 20 volte, con partenza alle 8:30. Un format che ha consentito agli atleti di avere frequenti riferimenti con i propri team di assistenza lungo tutto il percorso.
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Charlie Lawrence è il nuovo campione del mondo
La gara maschile ha premiato lo statunitense Charlie Lawrence, capace di completare i 100 km in 6h09:25, nuovo record nazionale americano per un solo secondo. Lawrence ha infatti cancellato dalla lista dei primati statunitensi il 6h09:26 realizzato da Jim Walmsley nel 2021 al Project Carbon X 2.
Per Lawrence si tratta dell'ennesima conferma ai massimi livelli dell'ultramaratona. Nato nel 1995, l'americano si era già messo in grande evidenza nel 2023 stabilendo a Tunnel Hill il record mondiale delle 50 miglia con 4h48:21, prestazione che lo ha consacrato tra i protagonisti della specialità.
Alle sue spalle ha chiuso una delle grandi leggende dell'ultramaratona mondiale, il lituano Aleksandr Sorokin, argento in 6h12:41. Sorokin è il primatista mondiale della 100 km: nel 2023 a Vilnius ha corso in 6h05:35, dopo avere già stabilito nel 2022 il precedente record di 6h05:41.
Il bronzo va invece alla Gran Bretagna con Alex Milne, autore di 6h17:50, nuovo record britannico sulla distanza.
Milne completa così un 2026 straordinario. A marzo aveva conquistato il titolo mondiale della 50 km a New Delhi in 2h46:09, stabilendo in quell'occasione anche il record europeo della specialità. Pochi mesi dopo aveva chiuso quarto alla Comrades Marathon con 5h22:29.
Italia: Dario Ferrante è 15°
La miglior prestazione italiana porta la firma di Dario Ferrante, che ha concluso il Mondiale al 15° posto in 6h37:16. Alle sue spalle Alessio Milani è 22° in 6h48:12, seguito da David Colgan, 26° in 6h51:46. Più indietro Enrico Bartolotti è 43° in 7h13:38, Matteo Zucchini 52° in 7h21:23 e Lorenzo Lotti 64° in 7h32:05.
Per Milani si trattava della seconda esperienza iridata: nel 2023 a Bengaluru aveva chiuso al decimo posto. Il goriziano era inoltre reduce dalla seconda vittoria consecutiva alla 100 km del Passatore e dal titolo italiano 2026. Ferrante arrivava invece ad Ames da campione italiano 2025, mentre Lotti aveva già conquistato il titolo italiano della 100 km nel 2023.
Italiani:
Courtney Olsen, il titolo mondiale dopo il record americano
La gara femminile ha visto il successo della statunitense Courtney Olsen, che ha fermato il cronometro a 7h10:31. Un successo di grande rilievo per una delle protagoniste dell'ultramaratona internazionale degli ultimi anni. Olsen aveva già chiuso quarta ai Mondiali di Bernau 2022 in 7h15:29 e nel novembre 2025 aveva abbattuto per la prima volta il muro delle sette ore, correndo 6h59:55 a Tunnel Hill e migliorando il record americano che apparteneva ad Ann Trason dal 1995.
La prestazione del 2025 ha fatto di Olsen appena la seconda donna nella storia capace di correre una 100 km su strada in meno di sette ore. La medaglia d'argento va al Giappone con Miho Nakata, seconda in 7h11:57. La giapponese aveva già mostrato il proprio valore internazionale proprio ai Mondiali di Bernau del 2022, quando aveva chiuso sesta in 7h19:12, allora record personale.
Il bronzo è della padrona di casa Gemma Arenas Alcázar, terza in 7h17:50.
La spagnola, classe 1979, è una delle atlete più esperte del panorama dell'ultratrail. Ha conquistato sei medaglie ai Campionati del Mondo di trail, cinque a squadre e una individuale, e nel marzo 2026 ha stabilito il record spagnolo della 100 km con 7h20:57. Il risultato di Ames rappresenta quindi anche il coronamento del suo passaggio ad altissimo livello dall'ultratrail alla strada.
Le italiane
La migliore delle azzurre è Daniela Valgimigli, 12ª in 7h37:47. Subito dietro Ilaria Bergaglio, 16ª in 7h40:30, mentre Federica Moroni ha chiuso 24ª in 7h56:17. Quattro secondi più tardi è arrivata Serena Natolini, 25ª in 7h56:43.
Completano la classifica italiana Denise Tappatà, 34ª in 8h20:17, mentre Sarah Giomi non ha portato a termine la prova.
Moroni era una delle veterane della spedizione italiana: la romagnola è la primatista nazionale della 100 km con 7h27:50, tempo ottenuto nel 2024 a Porto Recanati, e aveva già ottenuto due piazzamenti nelle prime dieci ai Mondiali, nona nel 2022 e ottava nel 2024. Bergaglio era invece reduce dalla vittoria al Passatore 2025.
Una rassegna nata nel 1987
I Campionati del Mondo della 100 km affondano le proprie radici nel 1987, quando la prima edizione venne disputata a Torhout, in Belgio. Il primo titolo maschile fu conquistato dallo spagnolo Domingo Catalán, mentre tra le donne vinse la svizzera Agnes Eberle.
La competizione è organizzata dalla International Association of Ultrarunners (IAU) sotto il patrocinio di World Athletics e nel corso della propria storia ha toccato numerosi paesi e continenti. Nel 2022, a Bernau, era stata disputata la 31ª edizione; dopo Bengaluru 2024, Ames ha rappresentato dunque la 33ª rassegna iridata.
L'edizione 2026 ha aggiunto così un nuovo capitolo alla storia della distanza, con due record nazionali, un podio maschile di enorme spessore e una sfida femminile che ha visto Olsen imporsi davanti a Nakata e alla spagnola Arenas proprio sulle strade della Galizia.
