Recensione Kalenji Kiprun MD

Alla scoperta delle Kalenji Kiprun MD Neutral - Tutto quello che c'è da sapere

Kalenji nasce nel 2004 a Villeneuve d'Ascq, in Francia, per mano di una 60ina di runners desiderosi di una nuova sfida.

A distanza di oltre 10 anni la marca commercializzata da Decathlon punta ad inserirsi nel mercato dei grandi brand mondiali del running grazie ad una costante ricerca che ha portato alla creazione di un vero e proprio campus nella città nota agli appassionati di atletica per l'ormai tradizionale "Meeting d'athlétisme Lille Métropole".

Ma partiamo dal nome: Kalenji, essendo presente esclusivamente nei negozi Decathlon, è stato considerato a lungo un marchio di Serie B, adatto a principianti e runners senza troppe pretese ma come presto scopriremo la marca è nata ed è a completo servizio del running.

Infatti a 2000 m di altitudine sugli Altipiani del Kenya Occidentale, a Eldoret, vivono i Kalenji: è da questa tribù che deriva il nome, una popolazione di antichi nomadi che nella corsa trova la loro storia.


I bambini corrono 15 km al giorno per andare e tornare da scuola, corrono sin dalla più tenera età senza rendersene conto.

Considerato oggi uno sport, la corsa rappresenta per i giovani della tribù una tappa importante nel proprio percorso di vita: è afferrando un'antilope in corsa che pongono fine all'adolescenza per divenire ed essere considerati adulti.La nuova linea Kiprun, della quale abbiamo testato il modello MD, prende il nome da un gioco di parole che da un lato ricorda i più famosi atleti keniani, nella stragrande maggioranza dei casi aventi un cognome che inizia per "Kip", e dall'altra fa leva sulla pronuncia "Keep-Run", ovvero continua a correre.

Ed è proprio con questa linea che in Francia Kalenji ha fatto il salto di qualità sponsorizzando molti atleti di vertice ed instaurando una partnership con uno degli ex atleti transalpini più famosi nella storia, quello Stephane Diagana avversario in decine di gare del nostro Fabrizio Mori.

Ma agli onori delle cronache la casa di Villeneuve d'Ascq ci è balzata nel 2013 quando Benjamin Malaty indossando un modello Kiprun è risultato essere il miglior atleta francese alla Maratona di Parigi staccando il tagliando per i Mondiali

di Mosca dove fù 28mo, uno dei migliori europei.


LA SCARPA:tra le ben 16 calzature della linea suddivise in SD (short distance), MD (medium), LD (long), Trail e Race, che a sua volta presentano versioni diverse per uomini/donne e pronatori, abbiamo testato le "Kiprun MD Neutral" modello che si è subito fatto notare per il suo look "fluorescente".


Tomaia "compatta" con le stringhe ovoidali che vanno a comporre una scarpa estremamente protettiva, soprattutto posteriormente dove il tallone sarà accolto in un ambiente davvero rigido.


E' proprio questa la caratteristica che ha sollevato maggiori dibattiti in rete:

da un lato alcuni runners hanno lamentato un'eccessiva rigidità, sensazione che naturalmente andrà attenuandosi con il passare dei chilometri, altri invece hanno esaltato queste doti, tipiche di una scarpa A3,che negli ultimi anni erano andate scomparendo nelle principali calzature a causa di una continua ricerca di leggerezza e performance.


La suola si presenta pressochè piatta tanto che, nonostante il peso di circa 320 grammi, la scarpa risulterà essere molto reattiva. 

La principale tecnologia utilizzata nella Kiprun MD è il cosidetto "K-Ring", un cuscinetto a forma di anello inserito nelle parti profonde della suola che grazie alla sua conformazione garantisce una dispersione più uniforme dell'impatto.Per quanto riguarda la parte superiore Kalenji si dimostra al passo con i tempi offrendo quanto offrono i marchi più conosciuti ovvero la limitazione di cuciture in favore di saldature, per un maggiore comfort e durabilità, materiali ipertraspiranti ed il comparto anteriore di discrete dimensioni.

Da notare che i passanti per le stringhe sono 6 invece che i canonici 8.


IL TEST:

come detto in precedenza la Kiprun MD può rappresentare un ritorno alle origini per il runners, una A3 che non vuole imitare le superleggere ma svolgere il suo compito, quello di accompagnarci durante gli allenamenti più lunghi risultando allo stesso tempo molto reattiva nelle distanze intermedie.

La suola, per quanto riguarda la distribuzione del peso leggermente sbilanciata posteriormente, non vi inviterà a correre "di punta" ma vi garantirà una grande protezione e comfort che con l'andare dei kilometri risulterà decisiva.


Ad ogni distanza la sua scarpa, Kalenji infatti in questa linea offre molteplici modelli e quindi per quanto riguarda gare, ripetute, trail e quant'altro vi rimandiamo alle restanti calzature.

In conclusione possiamo affermare che le Kalenji Kiprun MD nascono per svolgere un certo lavoro riuscendoci in modo egregio, ovvero quello di correre su distanze medio-lunghe senza l'assillo del cronometro.

Nonostante questa linea si possa definire un'"evoluzione" rispetto al marchio conosciuto per la sua economicità, il prezzo inferiore agli 80€ invoglierà anche i più scettici.


SCARPE E NON SOLO:

durante il test le MD sono state abbinate a due capi della linea estiva "Performance", la Kiprun T-shirt ed i relativi Shorts.

I due capi ricalcano le classiche grafiche dei modelli Kalenji con i pantaloncini che si sono dimostrati davvero aderenti e solidi con una innovativa tasca, capace di contenere chiavi o lettori MP3, posizionata in modo inedito lateralmente, valida alternativa per chi non gradisce quelle tradizionali posizionati posteriormente. Promossa a pieni voti la maglietta, molto traspirante, che si è rivelata ottimale anche per attività outdoor diverse dalla corsa.