Run Rome The Marathon

Simona Marafioti e la sua Acea Run Rome The Marathon, un sogno che diventa storia e ispirazione

36mila maratoneti al via, 36mila storie provenienti da tutto il mondo, Acea Run Rome The Marathon è un sogno accarezzato per mesi, un obiettivo speciale, energia ed entusiasmo che si trasformano in gloria ed emozioni, è riscattosperanzacondivisionepartecipazione, è un segno nella storia della città che più al mondo ha fatto la storia, è fonte di ispirazione dai tanti percorsi di vita che si uniscono per fare grande un giorno che fa epoca.


Questa è la maratona, questa sarà la 31^ Acea Run Rome The Marathon di domenica 22 marzo, la più grande d’Italia, unica maratona al mondo dove i runner diventano Gladiatori, in gara come nella vita.


Nella lista dei partenti c’è anche Simona Marafioti (SS Lazio Atl. Leggera), maratoneta con un vissuto speciale e che promette di averne uno ancora più elettrizzante, a giudicare dal suo amore per la vita che traspare ad ogni respiro. Simona è prossima ai 55 anni, ma questo non le impedisce in questi giorni di tornare ad essere una studentessa universitaria di Scienze Motorie, un percorso al quale si è avvicinata dopo aver affrontato, con successo, un linfoma non – Hodgkin, un ospite scomodo che, però, non è riuscito a minare la sua passione per la corsa, e per lo sport in generale.


Da giovane ho studiato Lettere all'Università La Sapienza di Roma ma ho frequentato tanto anche Firenze e Siena per preparare la tesi di laurea in Storia dell'Arte. Poi un lavoro in azienda, il matrimonio, due figli ora maggiorenni ai quali ho trasmesso l’amore per lo sport e forse poco tempo per me” – ha esordito Simona, mentre fa ordine tra i libri che la accompagnano al prossimo esame. “La vita ha delle fasi ed io ho attraversato quelle della perdita del lavoro e della separazione da mio marito, una scelta condivisa in un clima sereno ma che mi ha fatto riflettere sull’importanza di affrontare un altro momento di crescita personale. E’ così che è sbocciato in me l’amore per lo sport e l’entusiasmo per la corsa, una disciplina che ha il potere di unire ma che lascia anche spazio ad attività solitarie, momenti di riflessione di cui tutti abbiamo bisogno”.


Corsa e benessere psico-fisico e sociale, un binomio del quale si ha una consapevolezza sempre più trasversale, come prova il boom di partecipazione alle manifestazioni podistiche di cui è esempio magistrale la crescita esponenziale di Acea Run Rome The Marathon.


L’amore che provo per la corsa è frutto di una magia, di una domenica nella quale ho assistito ad una gara alla quale aveva partecipato mio cognato. Poco tempo dopo è stato il mio turno, una gara da 5 km, poi 10, poi la mezza maratona fino ad arrivare a Novembre 2013 quando ho corso la mia prima maratona di Firenze. La mia corsa non sembrava potesse arrestarsi, fino al 2018…”.


Da maratoneta a paziente oncologico, la maratona che Simona deve affrontare è quella della vita.


Avevo corso la maratona delle Terre Verdiane, sentivo che qualcosa non andava per il verso giusto. Alcune analisi mediche preannunciavano referti infelici, ma ho deciso di indossare lo stesso un pettorale temendo che fosse l’ultimo della mia vita. Poi la diagnosi di linfoma non Hodgkin, chirurgia, chemioterapia, sale ospedaliere e odore di disinfettante. Dall’altro lato della mia vita, una breve e lenta passeggiata quotidiana, osservavo la natura, il lago, la mia riconciliazione con il mondo, il mio elogio alla vita. Sono rimasta fedele a me stessa, alla mia famiglia, alla mia volontà di vivere e socializzare, di interiorizzare le difficoltà per trarne nuova forza. Nella mente accarezzavo un sogno, quello di allacciare le scarpe e ripartire di corsa”.


Anni dopo, nel 2023, ormai fuori pericolo da recidiva della malattia, Simona è alla partenza della Firenze Marathon.


Non ho avvisato nessuno, avevo timore di non essere capita, che qualcuno mi avrebbe convinta a fermarmi, non è proprio banale prepararsi ad una maratona, ancor meno quando si è affrontato un percorso di malattia come quello che è capitato a me. Avevo iniziato a scrivere il mio libro «Un passo alla volta - Sogna ragazzo sogna», ma non riuscivo a scrivere l’ultimo capitolo. Avevo bisogno di riprovare le emozioni della maratona, dal primo all’ultimo passo, appunto, un passo alla volta.”


Sulla copertina del libro, l’immagine dell’acquedotto dove Simona ha ripreso ad allenarsi in solitaria per tornare ad essere maratoneta. “Partecipare alla maratona di Firenze nel 2023, a 10 anni dalla prima maratona, riprendere dal principio, tutti elementi simbolici che mi hanno dato la forza di arrivare al traguardo. Non è stato semplice decidere di esserci, ma quasi mai le scelte giuste sono semplici, nemmeno riesaminandole con il senno di poi…”


Un libro nato per strada, tra passi e vocii, sudore, fatica, successi e delusioni e agli onori della cronaca grazie a diverse onorificenze, tra queste il Premio Letterario Internazionale «Un Libro Amico per l’Inverno», conferito a Rende nel 2025, e «Vinceremo le malattie gravi», promosso dalla Dr.ssa Ileana Tudor e conferito a Como. “Scrivere questo libro mi ha permesso di mettermi a nudo, capire nel profondo quello che ho vissuto, come stavo vivendo e come questa esperienza mi abbia insegnato tanto. Oggi sono qui a raccontare chi sono, a fare progetti su cosa sarò e a non stancarmi mai di essere grata alla vita, spero tanto di poter essere di ispirazione per tanti”.


A proposito di ispirazione, all’Acea Run Rome The Marathon di domenica 22 marzo Simona sarà al via in veste di Pacer, lei trascinerà gli altri all'arrivo: “Ho sempre amato l’entusiasmo, l’allegria, la generosità dei pacer, ma non pensavo che un giorno ne avrei fatto parte. E’ grazie ai «Get Ready di Acea Run Rome The Marathon» che ho conosciuto Federica Romano, impegnata in diversi ambiti dell’organizzazione dell’evento e responsabile dei pacer. Ho iniziato a guidare gli allenamenti e a breve avrò l’onore di essere pacer. Mi piacerebbe trasmettere appieno il senso di gratitudine che provo verso Federica per questa opportunità.”

Mancano pochi giorni alla Acea Run Rome The Marathon, bisogna imparare a gestire l’attesa. “Bisogna imparare a vivere il tempo e quello che porta con sé, apprezzare i cambiamenti, analizzare la direzione in cui si sta andando, come in una maratona, un passo alla volta, fino al traguardo”. 

02/03/2026